PORDENONE - La Procura di Pordenone ha aperto ieri un fascicolo sulla vicenda del manifesto “delatorio”, il volantino di Azione Studentesca comparso lo scorso 17 gennaio sulle mura esterne del liceo Leopardi-Majorana, nel quale si invitavano gli studenti a segnalare gli insegnanti di sinistra che fanno propaganda in classe. L’ipotesi di reato non è ancora stata definita, ma si tratta della prima Procura in Italia ad avviare un’inchiesta sul caso, dopo la diffusione del volantino in diverse città, tra cui Cuneo, Alba e Palermo.

L’apertura del fascicolo arriva dopo l’esposto presentato lunedì in Procura dal consigliere comunale e segretario provinciale del Pd Fausto Tomasello e dal consigliere regionale del Pd Nicola Conficoni. «Una simile iniziativa – avevano spiegato i due dem – non può essere derubricata a mera espressione di critica politica, poiché configura un metodo di delazione e intimidazione che richiama logiche di controllo ideologico del tutto incompatibili con i principi di una scuola democratica, laica e pluralista». Ad avviare un’indagine anche l’Ufficio scolastico regionale. Come riporta la Tgr Friuli Venezia Giulia, la dirigente generale Daniela Beltrame ha affermato: «Stiamo raccogliendo tutte le informazioni utili per ricostruire la vicenda e il suo contesto e inviarle al ministero dell’Istruzione». Intanto, il prefetto di Pordenone Michele Lastella ha esaminato il caso con le forze di polizia, che si sono attivate nell’ambito di loro competenza. Il primo esposto sul volantino “spione” era stato presentato proprio in Prefettura da Paolo Venti, docente dell’istituto. Poi la denuncia pubblica della Flc Cgil Fvg e la vicenda è esplosa. Nel mirino alcune domande del sondaggio stilato dal movimento giovanile collegato a Fratelli d’Italia: «Hai uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni?».