​PORDENONE - Il manifesto “spione” diffuso da Azione Studentesca - che avrebbe invitato gli studenti a segnalare gli insegnanti di sinistra che fanno propaganda in classe – è arrivato sui tavoli del governo. Ieri, il ministero dell'Istruzione ha annunciato di aver avviato una serie di accertamenti dopo le proteste nelle scuole.

«Da quanto risulta al momento - ha commentato la sottosegretaria Paola Frassinetti - si tratta di un'iniziativa autonoma promossa da alcuni studenti, che avrebbero effettuato una sorta di sondaggio anonimo. Non si tratterebbe di una schedatura o di liste di proscrizione, stante l'anonimato, ma di una iniziativa simile ad altre e riconducibili a sensibilità e posizioni politiche diverse. La scuola deve rimanere un luogo di confronto libero, pluralista e rispettoso». Insomma, secondo la sottosegretaria non ci sarebbe alcun pericolo-schedatura. In tanti però chiedono al ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara e persino alla premier Giorgia Meloni di spendere parole chiare.

L'obiettivo del sondaggio dichiarato dal movimento giovanile legato a Fratelli d'Italia era quello di stilare un report nazionale sulle scuole, nel mirino però sono finite le domande sull'orientamento politico dei docenti: «Hai uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni?». Il volantino, diffuso in diverse città italiane - tra cui Cuneo, Alba, Palermo – è apparso a Pordenone sabato 17 gennaio sulle mura esterne del liceo Leopardi-Majorana. Ma il caso è diventato mediatico la scorsa settimana, dopo la denuncia pubblica della Cgil Friuli Venezia Giulia. «Il silenzio del ministro Valditara – ha commentato Massimo Gargiulo, segretario generale della Flc Cgil Fvg – lo interpretiamo come una forma di tolleranza o di minimizzazione nei confronti del gesto di Azione Studentesca. Avremmo auspicato una presa di distanze decisa da parte del ministero e dei vertici di Fratelli d'Italia». Intanto, la segretaria generale della Flc Cgil Gianna Fracassi ha scritto direttamente al ministro Valditara ribadendo che «il silenzio rischia di apparire come una forma di tolleranza verso pratiche incompatibili con lo Stato di diritto» e chiedendo un'azione immediata. La sigla sindacale ha lanciato l’iniziativa #schedatecitutti con le foto dei segretari. C’è chi si è fatto avanti. Ieri, Giorgio Peloso Zantaforni, insegnante del liceo classico-linguistico Montale di San Donà di Piave nel veneziano, si è “autodenunciato” su Facebook: «Sono un insegnante di sinistra, schedatemi».