E’ bufera dopo l’iniziativa di Azione studentesca, movimento di studenti di destra, che ha avviato la campagna ’La nostra scuola’. Sui muri e all’interno di alcuni istituti, da Cuneo a Palermo, sono comparsi striscioni e manifesti che invitano gli studenti a rivelare “i professori che fanno propaganda”. L’obiettivo è la stesura di un report nazionale, si legge sui volantini, con un Qr code da scansionare per rispondere ad un questionario con poche domande. Alcune delle quali riguardano le strutture, le gite e le condizioni generali della scuola ma una chiede: “hai uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni? Descrivi uno dei casi più eclatanti”.

Accertamenti

Il ministero dell’Istruzione e del Merito ha avviato accertamenti ma “da quanto risulta al momento - ha riferito la sottosegretaria all’Istruzione, Paola Frassinetti - si tratta di un’iniziativa autonoma promossa da alcuni studenti, che avrebbero effettuato una sorta di sondaggio anonimo. Non si tratterebbe di una ’schedatura’ o di liste di ’proscrizione’, stante l’anonimato, ma di una iniziativa simile ad altre e riconducibili a sensibilità e posizioni politiche diverse. La scuola deve rimanere un luogo di confronto libero, pluralista e rispettoso”.