PORDENONE - Il manifesto di Azione Studentesca potrebbe avere ripercussioni anche sulle iscrizioni. È la preoccupazione che filtra, in queste ore, dall’interno del liceo Leopardi-Majorana, l’istituto pordenonese finito nell’occhio del ciclone dopo il caso-volantino. L’opuscolo, apparso lo scorso 17 gennaio, era stato appeso sulle mura esterne della scuola dai giovani del movimento legato a Fratelli d’Italia.
La vicenda è quella ormai nota delle presunte schedature dei professori. Sul manifesto si invitavano gli studenti a segnalare gli insegnanti di sinistra che avrebbero fatto propaganda in classe. Notato all’ingresso, sono stati gli alunni a rimuoverlo mentre il professore di latino e greco Paolo Venti ha segnalato il fatto in Prefettura, stigmatizzando «qualsiasi forma di liste ed elenchi». Il caso poi è diventato di rilevanza nazionale dopo la denuncia della Flc Cgil. Ora però, da fonti vicine alla scuola, trapelerebbe una certa spaccatura interna tra chi condivide la condanna pubblica al gesto di Azione Studentesca da parte dei docenti con la segnalazione in Prefettura e chi avrebbe preferito un atteggiamento più discreto, soprattutto in un periodo di iscrizioni. Iscrizioni che si chiuderanno sabato 14 febbraio.










