«Elkann non è la tua festa. La Repubblica siamo noi». La mostra dei 50 anni di Repubblica inaugurata ieri all’ex Mattatoio si è trasformata in occasione di protesta per il comitato di redazione del giornale romano. «Giornalismo, dignità, indipendenza», questi gli striscioni esposti. Per terra anche qualche carciofo. Una trentina di giornalisti del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari hanno atteso qualche ora per cercare un confronto con John Elkann, amministratore delegato di Exor, che a breve cederà quel che resta del gruppo editoriale Gedi a una società di un armatore greco, Antenna.

Mentre proseguono le manifestazioni antigovernative in Iran, la tensione in Medio Oriente continua a salire. Ieri, un funzionario di Teheran ha affermato che, in caso di atto bellico da parte di Washington contro la Repubblica islamica, le basi statunitensi in Arabia Saudita, Emirati arabi e Turchia «saranno attaccate». Gli stessi pasdaran hanno minacciato una risposta «decisa». È in questo clima che, sempre ieri, gli americani e i britannici hanno ritirato una parte del loro personale di stanza nella base aerea di Al Udeid, in Qatar. «Date le persistenti tensioni regionali, la missione statunitense in Arabia Saudita ha consigliato al proprio personale di esercitare maggiore cautela e limitare i viaggi non essenziali verso qualsiasi installazione militare nella regione. Raccomandiamo ai cittadini americani nel Regno di fare lo stesso», ha inoltre dichiarato l’ambasciata statunitense a Riad. La stessa Farnesina ha invitato i nostri connazionali in Iran a lasciare il Paese. Mentre il G7 si è detto pronto a varare nuove sanzioni contro Teheran.