Nel 2026 Repubblica festeggia i suoi cinquant'anni. Lo fa con una grande mostra a Roma, al Mattatoio di Testaccio, “La Repubblica. Una storia di futuro”, un giornale da attraversare fisicamente, una memoria collettiva che prende forma tra immagini, parole, vignette, pagine che hanno segnato epoche. Dal 14 gennaio 1976, quando il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari arrivò per la prima volta in edicola, cambiò il modo di raccontare la politica, la cultura, la società. Cambiò il linguaggio del giornalismo. E nacque una comunità, quella dei lettori “storici”, di chi c'era allora e non ha mai smesso di esserci.
Questo anniversario non avrebbe senso senza le voci di chi ha condiviso il viaggio. Per questo chiediamo a voi, ai lettori e alle lettrici di sempre: raccontateci il vostro rapporto con Repubblica. Quando avete iniziato a leggerla? In quali giorni della della vostra vita era lì, sul tavolo della cucina o infilata in borsa? Che cosa ha significato per voi?
C'è chi lo compra ogni mattina da mezzo secolo, chi conserva ancora una prima pagina ingiallita in fondo a un cassetto. La Repubblica non è stata soltanto un giornale, per molti lettori e lettrici è stata una compagna di strada, una voce affidabile da cui farsi guidare nell'interpretazione dei grandi eventi della storia italiana e del mondo.










