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14 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 8:02
C’è un solo italiano negli 82 centri per migranti irregolari in Turchia finanziati anche dall’Italia. Solo che la stessa Italia che oggi festeggia la liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò se l’è dimenticato lì, tra centomila profughi e richiedenti asilo, da oltre un anno. Anche se lui pur di tornare è disposto a pagarsi il viaggio da solo. Si chiama Luciano Camporesi e non è un prigioniero qualsiasi. È accusato di traffico internazionale di stupefacenti su larga scala: 300 chili di hashish e 100 chili di “super polline”, affari da milioni di euro, una nave privata di 55 metri battente bandiera panamense e un equipaggio dedicato ai traffici transoceanici. Lo Stato italiano gli ha dato la caccia per anni.
Era latitante dal 2018 finché il 15 giugno 2022 viene arrestato ad Antalya dalle autorità turche per aver presentato un documento falso al momento del fermo internazionale chiesto dall’Italia. Il 3 febbraio 2022 il Tribunale di Locri lo ha condannato in contumacia a 22 anni e 8 mesi per traffico internazionale di droga con metodo mafioso, in collegamento con la cosca Pelle di San Luca.














