Un incubo durato 423 giorni e che oggi è finalmente finito. Alberto Trentini è libero. È stato scarcerato nella notte, sta bene e ora si trova «nella sede dell’ambasciata d’Italia a Caracas», ha annunciato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Era il 15 novembre del 2024 quando Alberto Trentini, veneto, fu arrestato in Venezuela circa 3 settimane dopo il suo arrivo nel Paese. Cooperante, Trentini lavorava per la ong Humanity & Inclusion, impegnata nell'assistenza umanitaria alle persone con disabilità. Quando è stato fermato si stava recando dalla capitale Caracas a Guasdualito. Da allora è iniziata la sua detenzione nel carcere di El Rodeo. L'accusa non è stata resa nota e sono passate diverse settimane prima che arrivassero delle notizie del cooperante.

Oggi 46enne, Trentini secondo quanto riferisce l'Ispi era attivo nel settore della cooperazione da molti anni. Dopo la laurea in Storia a Ca’ Foscari e il servizio civile, Trentini si è specializzato come assistente umanitario a Liverpool e ha preso un master in sanificazione dell’acqua a Leeds, decidendo poi di trasferire sul campo le sue conoscenze: 6 mesi in Perù nel 2017 per aiutare i paesi colpiti dalle inondazioni. E poi ancora: Ecuador, Paraguay, Bosnia, Etiopia, Nepal, Grecia, Libano, fino all’ultimo incarico assunto con la ong francese Humanity and Inclusion, premio Nobel per la pace 1997, specializzata nell’assistenza di persone con disabilità.