Erano gli anni 1985/1986 e frequentavo l’ultimo anno dell’istituto tecnico commerciale. Una classe diligente e molto studiosa. Io lo ero più di tutti, perché frequentare la scuola era per me (cresciuta in famiglia di solidi valori ma con pochi denari) un “riscatto sociale”. La mia prof di italiano (sapendo che trascorrevo quasi tutto il mio tempo a studiare) un giorno mi esortò ad iniziare a leggere i giornali e, in particolare, mi consigliò “La Repubblica”. Io raccolsi subito il suo consiglio e comprai il mio primo giornale nell’edicola vicina alla scuola.
Quel giornale, da allora, entrò abitualmente nella mia casa, diventando una risorsa preziosa per tutta la mia famiglia. Ricordo che, finita la scuola, andai in vacanza nei luoghi di origine di mio padre, dove avevo tanti cari amici ed amiche, anche molto più grandi di me. Ma quell’anno, prima di andare come al solito in spiaggia a divertirmi, passavo in edicola e compravo “La Repubblica”.
La cosa (considerata la mia giovane età) allora non era usuale, tant’è che anche l’edicolante (che mi conosceva) mi chiese perché comprassi un giornale.....e la stessa domanda mi fecero gli amici, vedendomi arrivare in spiaggia con un giornale stretto al braccio.













