Caro Corriere,

ha ragione Dacia Maraini, la lettura aiuta a vivere. Bisogna tornare a buone letture perché nei libri vi è grande possibilità di trovare speranza. Si incontrano uomini e donne che vivono con intensità la realtà e questo rappresenta una occasione unica, leggendo ci si apre all’infinito. In questa estate con tanto tempo libero prendere in mano un libro è un passo verso la conoscenza di se stessi e della realtà.

Gianni Mereghetti

Caro Mereghetti,

È sempre più difficile trovare la continuità e la concentrazione richieste da un buon romanzo o da un saggio serio. E c’è da chiedersi se la nuova forma di lettura sia ormai quella frammentata dei blog o dei social, su cui il nostro cervello si va modellando. Il libro non è scomparso, ma è pur vero che si legge sempre meno e per sopravvivere l’editoria (anche la migliore) punta le sue energie sui «libroidi» di vario tipo (romanzi compresi) destinati alle classifiche. La vera lettura, da cui si esce più ricchi di conoscenze e di dubbi, per un cittadino consapevole e maturo dovrebbe essere pratica abituale non solo estiva. È un tema politico che ai politici (che non leggono) non interessa.