“A casa della mia ragazza convinsi suo padre a scegliere il giornale di Scalfari”
Nel 1976 avevo 20 anni ed ero un piccolo figiciotto impegnato.
Come tale, oltre ovviamente a leggere l’Unità, (d’obbligo) si sfogliavano anche altri quotidiani. Il primo numero lo comprai per curiosità e interesse ad un giornale “nuovo”. Fin dai primi numeri mi resi conto che l’analisi economica, l’approfondimento ma soprattutto il sentirmi “in sintonia” con quel giornale mi avevano conquistato. Tra i tantissimi ricordi, ne vorrei riportare uno “leggero”: in quel periodo conobbi una ragazza (che è l’attuale mia moglie), un giorno mi invitò a casa sua e sul tavolino del salotto c’era un quotidiano: “Il Giorno”. Era il quotidiano che leggeva suo padre, durante il pranzo parlammo di politica e cercai di capire i motivi della scelta di quel quotidiano e con mia grandissima soddisfazione da quel giorno trovai sempre a casa sua sul tavolino la copia di Repubblica.
Andrea Lugli
“Mi mancano i sette giorni di cattivi pensieri”












