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Oltre a grandi riserve di petrolio, il Venezuela ha un’enorme quantità di debiti. Questo potrebbe complicare i tentativi degli Stati Uniti di «controllare» il paese, come dice di voler fare Donald Trump dopo un attacco militare che è culminato nella cattura del presidente Nicolás Maduro. Tra gli obiettivi degli Stati Uniti potrebbe esserci proprio costringere il Venezuela a ripagare i propri debiti, visto che decine di miliardi di dollari sono dovute a creditori statunitensi.
Già nel 2017 il Venezuela dichiarò fallimento sul suo debito estero, ovvero quello nei confronti dei creditori internazionali: non riuscì a eseguire dei pagamenti legati ad alcune obbligazioni per un totale di circa 60 miliardi di dollari emesse dal governo e dalla compagnia petrolifera statale, la PDVSA. Da allora i debiti non hanno fatto che accumularsi, ma i creditori non hanno mai davvero potuto esigerli, in parte per via della mancanza di risorse e in parte per le sanzioni statunitensi, che limitano la possibilità di ristrutturare il debito senza il consenso esplicito del dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti.
Secondo Reuters il Venezuela deve ripagare ai creditori internazionali, considerando anche i debiti di PDVSA, circa 150-170 miliardi di dollari, di cui 102 miliardi in forma di obbligazioni. Sono cifre molto elevate considerando che il Fondo monetario internazionale stima che il Prodotto interno lordo del paese sia stato circa 82,8 miliardi di dollari nel 2025.














