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Durante la conferenza stampa che ha seguito la cattura di Nicolás Maduro, il presidente statunitense Donald Trump si è soffermato molto sull’importanza delle riserve petrolifere del Venezuela, dicendo in modo piuttosto chiaro che gli Stati Uniti puntano a controllarle.

Il petrolio è stato anche uno dei temi al centro della campagna di pressioni diplomatiche, militari e commerciali esercitata da mesi dagli Stati Uniti per rovesciare il regime di Maduro. Trump e altri membri della sua amministrazione hanno spesso accusato il Venezuela di «rubare» il petrolio statunitense: un’affermazione molto confusa, che l’amministrazione non ha mai spiegato davvero. È probabile che sia un riferimento ad avvenimenti risalenti agli anni Settanta, quando il governo venezuelano iniziò a nazionalizzare l’industria petrolifera: nei decenni successivi, e soprattutto dopo l’arrivo di Hugo Chávez, la presenza delle compagnie petrolifere statunitensi in Venezuela venne sempre più ridotta.

Si stima che il Venezuela sia il paese con le maggiori riserve di petrolio al mondo, pari a quasi un quinto del totale. La sua estrazione ed esportazione hanno avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo del paese, e oggi la sua economia ne è completamente dipendente.