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Venerdì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ospitato alla Casa Bianca i dirigenti e gli amministratori delegati di una ventina tra le compagnie petrolifere più importanti al mondo, per incoraggiarli a investire nel settore petrolifero del Venezuela. Dopo l’attacco contro il paese della settimana scorsa, Trump ha detto che gli Stati Uniti avrebbero «controllato» il Venezuela e avrebbero preso il controllo delle sue riserve petrolifere, che sono le più ampie al mondo.

Trump non ha raccolto tuttavia enormi entusiasmi. La risposta più commentata è stata quella di Darren Woods, l’amministratore delegato di Exxon, la più grande compagnia petrolifera americana: «Se guardiamo alle strutture legali e commerciali attualmente in vigore in Venezuela, è impossibile investire», ha detto. Altri manager si sono mostrati più possibilisti, ma nessuno ha fatto grandi promesse.

All’incontro alla Casa Bianca hanno partecipato più di 20 manager delle maggiori società al mondo: Chevron, ExxonMobil, ConocoPhillips, Continental Resources, Halliburton, HKN, Valero, Marathon, Shell, Vitol Americas, Repsol e altre. Era presente anche l’italiana Eni, con l’amministratore delegato Claudio Descalzi. «Le compagnie americane avranno l’opportunità di ricostruire le decadenti infrastrutture del Venezuela e di aumentare la produzione di petrolio a livelli mai visti prima», ha detto Trump, che poi ha aggiunto: «Saremo noi a decidere quali compagnie potranno avere accesso» alle risorse petrolifere del Venezuela.