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Il blocco completo di tutte le petroliere sottoposte a sanzioni dirette o provenienti dal Venezuela, ordinato mercoledì dal presidente statunitense Donald Trump, può causare enormi problemi all’economia del regime di Nicolás Maduro. Non è ancora chiaro come verrà attuato, ma se davvero bloccasse le vendite di petrolio venezuelano di fatto quasi azzererebbe le entrate del paese. Il Venezuela dipende dal petrolio per finanziare la spesa pubblica e per comprare i beni che importa, a partire da cibo e medicine. La sua intera economia, peraltro già fragile e in profonda crisi, da decenni si basa unicamente sul petrolio.

Il petrolio ora è un obiettivo dell’amministrazione statunitense: sia per la sua centralità nel tenere in piedi il governo di Maduro, che Trump sta provando a rovesciare, sia per la possibilità di sviluppi commerciali vantaggiosi per gli Stati Uniti nel settore.

Dal 1976 il settore petrolifero è gestito da un’azienda statale, la Petróleos de Venezuela Sociedad Anónima (PDVSA). Gli Stati Uniti la sanzionano fin dal 2017, cosa che complica molto le esportazioni e i rapporti con persone e aziende statunitensi e quindi in ultima istanza mette in difficoltà il regime di Maduro. Con un’eccezione importante, in Venezuela continua a operare la multinazionale statunitense Chevron: ottenne una deroga alle sanzioni nel 2022, durante la presidenza di Joe Biden, che fu parzialmente revocata all’inizio del 2025 da Trump e riconcessa la scorsa estate. Le petroliere della Chevron non saranno sottoposte al blocco.