Il caso Bellavia si trasforma in un terremoto istituzionale. Dopo le interrogazioni parlamentari, l’intervento del Garante della Privacy e le polemiche politiche, ora Il Tempo rilancia proponendo l’istituzione di una commissione d’inchiesta per fare piena luce sui rapporti tra lo studio del commercialista Gian Gaetano Bellavia, consulente di procure e collaboratore di Report, e la trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci. Al centro della bufera, un presunto sistema di dossieraggio che intreccerebbe attività giudiziarie, gestione di materiali riservati e informazione televisiva del servizio pubblico. In una nota, l’avvocato Luca Ricci, legale di Bellavia, ha cercato di spegnere le polemiche chiarendo che tra i file "abusivamente" copiati e "sottratti" allo studio non ci sarebbero «dossier né alcun materiale improprio, che esuli dall’attività professionale svolta negli anni in particolare dal Dr. Bellavia». Il legale ha tenuto a precisare che quell’elenco "di nomi" contenuti «nei file copiati abusivamente non costituisce in alcun modo un dossieraggio», ma rappresenta «semplicemente un elenco di soggetti che figurano citati nelle relazioni di consulenza tecnica redatte» dal professionista «nel corso degli anni, costituenti il frutto della propria attività professionale». Ricci ha inoltre smentito categoricamente, definendolo "falsamente" sostenuto, il presunto «passaggio di dati raccolti in sede di incarichi giudiziari alla trasmissione giornalistica Report, di cui pure Bellavia è consulente».