"Non si capisce cosa c’entri Report e il sottoscritto, ma tutto fa brodo per distrarre dalle nostre inchieste". A dirlo è Sigfrido Ranucci, conduttore della trasmissione di Rai 2, che fa riferimento proprio a Gian Gaetano Bellavia, consulente fisso del programma e la cui "banca dati" finita agli atti dell’inchiesta milanese nata dalla denuncia di Bellavia contro l'ex collaboratrice Valentina Varisco per la copiatura di oltre 1 milione di file dello studio "ad altissima sensibilità".
Tra i documenti in possesso del commercialista anche quelli su politici, imprenditori, banchieri, professionisti, con informazioni riservate e ultrasensibili. A iniziare da Ignazio La Russa e famiglia. Il presidente del Senato ha chiesto "a quale titolo Bellavia detenesse anche un file relativo a Geronimo La Russa che di sicuro non ha procedimenti giudiziari a suo carico e, a fronte dei suoi successi professionali, ha come unica fonte di interesse quella di essere figlio del presidente del Senato". In effetti Report si è occupato sia di Ignazio La Russa che del figlio Geronimo. E, guarda caso, a essere intervistato come esperto di questioni societarie nella puntata sui La Russa è proprio Bellavia.
Caso analogo è quello della Lega. Nel dossier fuoriuscito dallo studio Bellavia c’è anche il nome di Alberto Di Rubba, tesoriere del partito di Matteo Salvini. Anche qui - riporta Il Giornale - a essere sentito come "esperto di riciclaggio" è sempre Bellavia. E l'elenco delle coincidenze è lungo. D'altronde Bellavia è una vecchia conoscenza per Report. Lo sentono da anni. Eppure per l'avvocato Luca Ricci, legale dello studio Bellavia-Ferradini non c'è stato alcun "passaggio di dati raccolti in sede di incarichi giudiziari alla trasmissione giornalistica Report, con cui pure Bellavia collabora, a titolo amicale e gratuito".













