«Bellavia è oggetto di un attacco infame che nasce con l’unico fine di colpire Report e la magistratura». È questa la tesi di Sigfrido Ranucci, conduttore del programma d’inchiesta su Rai 3, sulle indagini scaturite dalla denuncia per il milione di file sottratti al commercialista Gian Gaetano Bellavia, noto consulente di pm e giudici, nonché collaboratore della trasmissione Report. Nessun nuovo caso dossieraggio quindi. Al contrario, il giornalista - intervenuto a Il Cavallo e la Torre - ha preferito puntare il dito contro Libero, Il Giornale e Il Tempo, accusati di cavalcare il caso Bellavia e sfruttarlo come «apertura della campagna referendaria per il Sì» alla riforma della Giustizia. Insomma, la colpa è di chi dà le notizie.

Mentre l’inchiesta procede, continua a destare molti dubbi il “papello” ritrovato tra gli atti dell’inchiesta del caso Bellavia-Varisco, nato dalla denuncia del commercialista contro l’ex collaboratrice per la copiatura di file «ad altissima sensibilità». Per questo, la Procura di Milano starebbe valutando di aprire un fascicolo parallelo per indagare sul documento di 36 pagine contenente un elenco di 104 nominativi di imprenditori e politici.

Ranucci ha voluto sottolineare come, per ora, «non c’è nessun tipo di denuncia per dossieraggio». Ma l’attenzione del Parlamento rimane altissima. Il capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri, ha presentato un’ulteriore interrogazione al ministro della Giustizia Carlo Nordio e una in commissione di Vigilanza Rai. L’azzurro ha chiesto al Guardasigilli di valutare se sia il caso di attivare «urgenti poteri ispettivi nei confronti dei magistrati coinvolti, al fine di verificare la reale portata del presunto dossieraggio, i motivi e i fini per i quali il commercialista conservasse i dati giudiziari sensibili». Al contempo, Gasparri ha chiesto alla commissione di sapere «come valutino i vertici Rai i gravi elementi emersi riguardo alla vicenda nella quale è coinvolto il dottor Bellavia e, in particolare, la posizione del conduttore di Report».