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5 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 7:42

Con Nicolás Maduro e Cilia Flores fuori dai giochi – prelevati dal loro letto, in cella negli Usa – Donald Trump passa subito ai fatti: il “suo” petrolio va “recuperato” e servirà a “indennizzare” degli americani, vittime di un “furto” da parte di Caracas. Sul banco degli imputati il regime socialista che ha “sequestrato e venduto unilateralmente petrolio, asset e piattaforme statunitensi”, recando danni miliardari alla Casa Bianca. Bandite le parole “democrazia”, “libertà” o “diritti umani”, ormai abusate dalle scorse amministrazioni. Scaricata anche María Corina Machado, che a tutti prometteva “l’oro nero” venezuelano senza averne il controllo. Qui si tratta di “fare presto”, anche se consapevoli che “ci vorrà tempo”. Chi dovrà guidare il Paese per Washington non è ancora chiaro, ma c’è abbastanza petrolio per unire ciò che la politica aveva diviso – il 17,5% delle riserve globali dimostrate -, con esponenti chavisti e Maga pronti ad andare a braccetto. È la sintesi parziale di una lunga guerra ibrida, durata almeno 23 anni, tra nazionalizzazioni, trame eversive, sequestri di navi e infine il controllo sulle risorse del Paese.