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Ultimo aggiornamento: 12:08
di Gian Domenico Malpeli
Da non credere; dopo avere ordinato la distruzione in acque internazionali di non meglio identificate “barche di narcos” con relativa uccisione non solo degli equipaggi, ma anche dei naufraghi, dopo avere imposto un blocco navale a Caracas, sequestrato una petroliera, gli Stati Uniti hanno attaccato con un deliberato atto di guerra un altro Stato sovrano, il Venezuela, causando decine di morti per rapire il Presidente della Repubblica, proclamando su quella nazione una sorta di “protettorato” a tempo indefinito, con l’esplicita e dichiarata intenzione di appropriarsi delle sue riserve petrolifere.
Non soddisfatto, Trump in un delirio di onnipotenza ha inviato un chiaro messaggio in perfetto stile mafioso alla attuale leader venezuelana: “Se non fa quello che è giusto, pagherà un prezzo molto alto, probabilmente più alto di quello di Maduro”. Poi, tanto per gradire, ha minacciato Colombia, Messico, Cuba e Iran, e per finire ci ha informati che presto la Groenlandia diverrà americana, con le buone o con le cattive.







