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4 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 12:22

All’inizio erano dichiarazioni di guerra degli Stati Uniti ai narcotrafficanti venezuelani. Poi la tensione è progressivamente aumentata, prima con l’affondamento di imbarcazioni che presumibilmente trasportavano droga fino ad arrivare all’invio della portaerei Gerald Ford davanti alle coste venezuelane e il via libera alla Cia per condurre operazioni a Caracas. Negli ultimi mesi le azioni del presidente Donald Trump nei confronti del regime di Nicolas Maduro – su cui pende una taglia da 50 milioni di dollari – sono diventate sempre più aggressive. Nonostante le recenti dichiarazioni del capo della Casa Bianca minimizzino lo spettro di guerra imminente, gli Usa sono impegnati nel più grande dispiegamento navale nella regione caraibica dalla crisi dei missili di Cuba nel 1962. Di certo Trump ha dichiarato che Maduro ha i giorni contati e le sue intenzioni esplicite di regime change hanno indotto il leader chavista a chiedere aiuto a Russia – che ha ampliato la collaborazione militare col Venezuela -, Cina e Iran. A questo proposito, Mosca valuta anche l’invio di missili. Intanto dal 4 settembre gli Stati Uniti hanno effettuato almeno 15 raid – definiti “inaccettabili” dall’Onu – contro presunte imbarcazioni di trafficanti uccidendo 64 persone.