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Ultimo aggiornamento: 19:22
L’era del dopo Nicolàs Maduro nel Venezuela direttamente controllato dagli Stati Uniti di Donald Trump è cominciata. L’Office of Foreign Assets Control (OFAC), l’agenzia del Dipartimento del Tesoro statunitense responsabile dell’applicazione delle sanzioni economiche, ha concesso licenze che autorizzano cinque grandi compagnie petrolifere – British Petroleum, Chevron, Eni, Repsol e Shell – a riprendere o ampliare le loro attività nel gigante sudamericano, mentre l’amministrazione Usa punta a una crescita della produzione di greggio.
Le licenze consentono a queste società di operare progetti petroliferi e gas, incluse le attività di produzione, vendita, trasporto e vendita di prodotti energetici, e di negoziare nuovi contratti con la compagnia petrolifera statale Petróleos de Venezuela. Tuttavia restano condizioni specifiche di controllo e supervisione: ad esempio, tutti i pagamenti di royalty o tasse devono essere versati in conti controllati dagli Stati Uniti attraverso un cosiddetto “Foreign Government Deposit Fund” gestito dal Tesoro.
L’apertura normativa arriva in un momento di profonde trasformazioni nella politica venezuelana – Maduro è stato rimosso all’inizio del 2026 e Washington sta cercando di rilanciare l’economia del paese incentivando investimenti stranieri nel settore energetico – e rappresenta uno dei più importanti allentamenti delle sanzioni statunitensi al settore petrolifero venezuelano dal 2019, quando furono introdotte restrizioni su larga scala contro la Petróleos de Venezuela e il governo di Caracas.






