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5 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 12:23
Caracas, ancora una volta. La capitale venezuelana che oggi fa da sfondo al sequestro di Nicolás Maduro e Cilia Flores da parte degli Stati Uniti non è una città qualsiasi nella geografia del potere nordamericano. Giambattista Vico parlava di corsi e ricorsi storici: in questo caso il ritorno è evidente.
Questa città, adagiata tra il Waraira Repano (Monte Avila) e il Mar dei Caraibi, incrocia da almeno due secoli il destino dell’America Latina e l’espansione statunitense. Per capirlo bisogna tornare indietro nel tempo. All’inizio dell’Ottocento, mentre Simón Bolívar guidava le guerre d’indipendenza contro il colonialismo spagnolo, a Washington prendeva forma un altro progetto. Il 2 dicembre 1823 il presidente James Monroe, nel suo messaggio al Congresso, enunciava il principio che sarebbe diventato la “dottrina Monroe”: nessuna potenza europea doveva più intervenire negli affari dell’emisfero occidentale. “America agli americani” significava, in pratica, il diritto autoproclamato degli Stati Uniti a considerare il continente come propria sfera di influenza esclusiva.















