Solo l’avanzare del procedimento giudiziario chiarirà se ci troviamo di fronte a una nuova dossieropoli o più semplicemente a un furto di documenti. La cosa certa è che sulla vicenda che vede coinvolto il commercialista milanese e consulente della trasmissione Rai, Report, Gian Gaetano Bellavia e una sua ex dipendente- poi denunciata e rinviata a giudizio con l’accuso di aver rubato più di un milione di file riservati dall’archivio dello studio in cui lavorava -, la politica si sta facendo sentire. Prima, però, i fatti. Il commercialista tempo fa ha denunciatola sua ex dipendente Valentina Varisco per «accesso abusivo a sistema informatico» e per aver copiato «un milione di file costituenti il know how dello studio». Nei giorni scorsi la Procura di Milano ha deciso per il rinvio a giudizio della donna. Fin qui nulla di clamoroso, se non un presunto caso di “dipendente infedele”.
A creare scalpore, però, sono due fattori. Il primo riguarda i soggetti dei dossier trafugati. Come raccontava ieri il Corriere della Sera, si parla, tra gli altri, di Silvio Berlusconi, Matteo Renzi, John Elkann, il costruttore Manfredi Catella, Ennio Doris, Geronimo La Russa, Flavio Briatore, Claudio Lotito, Giulio Tremonti e il tesoriere della Lega Alberto Di Rubba. Il secondo racconta di un “giallo” nel “giallo”, ovvero di un allegato alla denuncia nel quale si definisce parte dei dossier rubati come «ad altissima sensibilità». Ed è proprio questo secondo elemento ad aver scatenato le polemiche. Che cosa c’è di «altissima sensibilità» in quei file? Intercettazioni? Documenti riservati? A questo si aggiunge un ulteriore elemento: il fatto che Bellavia sia contemporaneamente un consulente di Report (la trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci) e delle Procure di mezza Italia. E allora è inevitabile che la politica - non solo di centrodestra - s’interroghi su questo possibile conflitto d’interessi. La prima a reagire alla notizia è statala Lega, che ha espresso il suo disappunto per mezzo di una nota: «Prima i dossieraggi abusivi, ora la fuga di dati sensibili dallo studio di un consulente di Report, trasmissione nota per il linciaggio contro la Lega. È necessario e urgente - scrive il Carroccio - che queste vicende vengano chiarite in modo inequivocabile, anche per far emergere mandanti e destinatari di questi dossier: è utile ricordare, infatti, che alcuni processi penali sono innescati dopo notizie apparse sui media. Hanno gettato cittadini per bene nel tritacarne - chiude la nota - salvo poi confermarne l’innocenza solo dopo annidi fango. Uno scandalo che è necessario approfondire».












