«Il nostro obiettivo è procedere all’assegnazione dell’immobile di corso Regina il prima possibile. Ora valuteremo i tempi». Sono questi i piani del sindaco Stefano Lo Russo dopo che la polizia ha sgomberato la sede di Askatasuna, il centro sociale più importante di Torino. Un edificio occupato da 29 anni, sul quale la Città aveva avviato un percorso di regolarizzazione.

All’inizio del 2024 era stato sottoscritto un patto di collaborazione con alcuni esponenti della sinistra torinese, tra cui lo psichiatra Ugo Zamburru e il magistrato Livio Pepino. Proprio alcuni di loro, nella giornata di ieri, hanno diffuso una nota con una richiesta precisa alla giunta: riattivare il progetto. La richiesta è stata sottoscritta anche dal segretario regionale della Cgil Giorgio Airaudo, dalla magistrata Alessandra Algostino e da Marco Revelli, per citare solo alcuni dei firmatari. Tutti hanno parlato di un’operazione che sorprende e non hanno risparmiato critiche al sindaco.

Il primo cittadino ha affidato a un video pubblicato sui social media la sua analisi dei fatti. "Mentre i procedimenti giudiziari faranno sempre e comunque il loro corso, la tutela di un bene comune risponde ad altre logiche: politiche e amministrative. Ci siamo assunti consapevolmente la responsabilità – ha affermato Lo Russo – di tentare un percorso che sapevamo non sarebbe stato facile, nel quale crediamo ancora oggi, perché fondato sul dialogo, sulla partecipazione e sulla responsabilità collettiva, nel solco dei valori della Costituzione della Repubblica, che riconosce e promuove l'autonomia delle comunità e la funzione sociale dei beni".