«Non abbiamo rimpianti e se tornassimo indietro lo rifaremmo, governare significa tentare soluzioni e non girarsi da un'altra parte. Abbiamo voluto dare una prospettiva a uno stabile importante nel quartiere di Vanchiglia, una questione rimasta ferma per 29 anni, far finta di niente significava rinunciare alla responsabilità di governo e alla cura di un bene comune». Così il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, nel suo intervento in avvio del Consiglio comunale per le comunicazioni sul caso Askatasuna. Comunicazioni che arrivano pochi giorni dopo le operazioni di sgombero del centro sociale di corso Regina Margherita 47 e il corteo di sabato scorso, sfociato in azioni di guerriglia urbana in una parte della città.

«Sapevamo che non era facile»

«Ci siamo assunti la responsabilità di tentare un percorso che sapevamo non era facile e in cui crediamo ancora oggi fondato sul dialogo, nel solco dei valori della nostra Costituzione. Quanto avvenuto il 18 dicembre scorso non è stata una scelta politica dell'amministrazione, ma la conseguenza di atti giudiziari e di violazione legati alla sicurezza dell'imobile – ha proseguito il sindaco – So bene che c'è chi dirà che il finale era già scritto, ma rinunciare a provare per paura delle critiche sarebbe stato rinunciare alle proprie responsabilità. Il vero fallimento sarebbe stato non provarci affatto, scegliendo l'inerzia invece della funzione di governo. Per questo ringrazio la mia maggioranza che ha sostenuto questo percorso, con un atteggiamento che è prova di maturità politica e rispetto delle istituzioni».