«Non abbiamo rimpianti e se tornassimo indietro lo rifaremmo: governare significa tentare soluzioni e non girarsi da un’altra parte. Abbiamo voluto dare una prospettiva a uno stabile importante nel quartiere di Vanchiglia, una questione rimasta ferma per 29 anni; far finta di niente significava rinunciare alla responsabilità di governo e alla cura di un bene comune». Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, in Sala Rossa ha voluto difendere il tentativo fatto dall’amministrazione con il patto di collaborazione sui beni comuni per l’immobile di corso Regina Margherita 47, per tre decenni occupato dal centro sociale Askatasuna. Un progetto interrotto dopo lo sgombero avvenuto giovedì scorso.

L’INTERVISTA

L’ex garante di Askatasuna: “La militarizzazione non può fermare tutto, sediamoci a un tavolo”

Bagarre in consiglio comunale

Il dibattito che ne è conseguito ha sollevato una bagarre in cui Sinistra Ecologista ha rilanciato la validità del patto, mentre dagli scranni di Fratelli d’Italia si è alzata la richiesta di una mozione di sfiducia per l’assessore al Welfare Jacopo Rosatelli, presente nella prima parte del corteo organizzato sabato scorso dai sostenitori di Aska. Tra i banchi della maggioranza, anche i centristi esprimono dissenso. A prendere la parola è stata la capogruppo di Sinistra Ecologista, Sara Diena: «Eravamo in piazza perché era giusto essere lì, con militanti, attivisti, famiglie, bambini e migliaia di persone che si sono mobilitate per difendere Askatasuna bene comune dalla deriva autoritaria del governo. E noi in piazza ci saremo sempre, per difendere gli spazi sociali. Il sindaco è stato coraggioso, è importante non arretrare».