L’annuncio della trattativa sulla vendita de La Stampa scuote la politica, a partire dai vertici istituzionali. Oggi il governatore Alberto Cirio e il sindaco Stefano Lo Russo incontrano a Palazzo Civico una rappresentanza dell’associazione Stampa Subalpina, dei lavoratori del quotidiano dopo l’annuncio della possibile cessione di Gedi – il primo gruppo editoriale d’Italia che annovera al suo interno, tra gli altri, anche Repubblica, HuffPost e Radio Capital – all’armatore greco Theo Kyriakou, proprietario di Antenna Group. «Seguiamo tutte le crisi aziendali per essere di sostegno e d’aiuto, e lo facciamo a maggior ragione ora che si parla de La Stampa, che vuol dire Piemonte» afferma Cirio.

Il futuro dell’informazione preoccupa

Dai palazzi della politica alle istituzioni fino al mondo sindacale è unanime la solidarietà a La Stampa (giornalisti e non solo) per un futuro che al momento risulta incerto per l’assenza di garanzie occupazionali. «In un momento storico molto delicato per il futuro della democrazia in Europa e nel mondo, credo indispensabile che una grande città come Torino, già molto travagliata, conservi strumenti d’informazione adeguati a conoscere la realtà e a formare l’opinione pubblica» dice il cardinale Roberto Repole. E aggiunge: «Condivido il diffuso timore che Torino possa uscire gravemente impoverita dall’eventuale trasferimento della proprietà».