«Faremo tutto il possibile perché La Stampa rimanga un patrimonio di Torino e del Piemonte». È questa la promessa del governatore Alberto Cirio e del sindaco Stefano Lo Russo, dopo un’ora di confronto serrato con il Comitato di redazione e l’Associazione stampa subalpina. Al centro della discussione l’annuncio della vendita dell’intero gruppo Gedi dopo mesi di trattative sempre smentite dall’azienda, senza alcuna garanzia sui livelli occupazionali, la solidità del potenziale compratore greco (che, comunque, avrebbe già espresso disinteresse verso La Stampa, ndr), sui destini delle attività messe in comune a livello di gruppo: «Che un datore di lavoro – sottolinea la segretaria della Stampa Subalpina, Silvia Garbarino –, che dieci giorni fa si dichiarava vicino a noi, non abbia avuto il coraggio di comunicare in prima persona le proprie intenzioni ma abbia delegato un portavoce, è una grandissima delusione. Sì, un tradimento».

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A CURA DELLA REDAZIONE E DI NICCOLÒ CARRATELLI

La politica mobilitata

Così mentre a Roma si svolgeva l’incontro con il sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini, la politica iniziava ufficialmente a muoversi anche a Torino: «Le informazioni acquisite – specifica il governatore Cirio – ci serviranno per assumere una posizione chiara come istituzione: siamo sempre attenti alle cessioni aziendali, ma in questo caso si parla di un giornale che ha un anche un valore culturale, giornalistico, di pluralismo e libertà. Presteremo molta attenzione». L’appello arrivato dal comitato sindacale de La Stampa è quello di aiutare il quotidiano a «trovare partner seri e affidabili». Su questo, il presidente della Regione ha risposto: «Non staremo di certo a guardare. Nel perimetro in cui le istituzioni possono muoversi, faremo tutto ciò che è possibile per mantenere La Stampa sul nostro territorio».