Nella sede de La Stampa è il giorno della solidarietà trasversale della politica, davanti all’operazione della vendita del giornale a un soggetto ancora tutto da identificare. Intervengono senatori e deputati di maggioranza e opposizione, sindacati, il governatore del Piemonte Alberto Cirio e il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, accomunati dalla difesa del pluralismo e dalla necessità di tutelare i diritti di chi, nei giornali del gruppo Gedi, ci lavora. È proprio Lo Russo ad aprire l’incontro: «Sono venuto qui ad esprimere la vicinanza dell’amministrazione e della città, e per accendere l’attenzione sul tema occupazionale e su quello del pluralismo dell’informazione». Nessuno, a cominciare dal sindaco, nasconde le difficoltà: «È un momento complesso, ma monitoriamo la situazione con voi - dice rivolto ai giornalisti e agli altri dipendenti seduti in platea -. Qui c’è un capitale umano di qualità elevata, un valore culturale di Torino».

Golden power e interrogazioni parlamentari

Tocca alla vicepresidente del Senato Anna Rossomando, del Pd, sottolineare il ruolo del governo nella vicenda: «I contorni sono drammaticamente chiari, c’è un processo di dismissione non iniziato qui e che sta proseguendo - premette -. Siamo firmatari di un’interrogazione urgente che depositeremo in Senato, oltre che alla Camera: parlare di golden power (un intervento statale a protezione di interessi nazionali strategici, ndr) non è improprio, dal momento che il primo gruppo editoriale italiano viene messo in mano a un imprenditore greco». Il senatore Pd Andrea Giorgis sottolinea come sia «in gioco un bene fondamentale in un ordinamento democratico».