«Questa è casa vostra». La mattinata di sciopero dei giornalisti e dei lavoratori de La Stampa a Torino è iniziata così, accolti nelle edicole della città per incontrare i lettori e raccontare i timori e le paure legate alla vendita della testata. Un abbraccio del risveglio da parte di quei pochi presidi rimasti, porta d’accesso originale all’informazione libera.
Un abbraccio che è arrivato anche sotto il Comune di Torino, in piazza Palazzo di città, dove la redazione e le rsu del quotidiano di via Lugaro 15 si sono date appuntamento per chiedere “chiarezza sul futuro della testata”, insieme a loro qualche centinaio di persone tra politica, istituzioni, mondo culturale, colleghi di Repubblica e degli altri quotidiani, tanti affezionati al giornale della città, dell’infanzia e del presente, segno di un legame che sopravvive al correre veloce dei tempi. Si tratta della prima manifestazione di piazza in 150 anni di storia, mentre a Sanremo la sala stampa applaude ai colleghi che “per la prima volta in 75 anni non seguiranno il festival».
Vendita La Stampa, alla Camera sostegno bipartisan ai giornalisti: "Gedi dica cosa farà"
NICCOLÒ CARRATELLI
Le ragioni dello sciopero






