La politica si mobilita dopo il comunicato del Comitato di Redazione de La Stampa, che riporta l’intenzione dell’editore di cedere tutte le attività del gruppo dopo lunghi mesi di trattative sempre smentite dall'azienda. Per questo il giornale non è uscito in edicola questa mattina e il sito non è stato aggiornato da ieri pomeriggio fino alle 7 di oggi. E per questo partiti ed esponenti politici, da questa mattina, si sono attivati per «difendere la storia di Torino e del giornalismo italiano».

Il documento del Pd in Comune

Già dalle prime ore del mattino, il Pd comunale torinese ha redatto una proposta di ordine del giorno che verrà discussa lunedì in Consiglio comunale. Oggetto: «La vendita de La Stampa e dei quotidiani e altri organi di informazioni del Gruppo Gedi non può vederci indifferenti». Nel documento - firmato dal capogruppo dem Claudio Cerrato e dai consiglieri Pierino Crema, Tiziana Ciampolini ed Elena Apollonio, a cui aderiranno tutti i consiglieri del Pd ma anche di Moderati, Torino Domani e Sinistra Ecologista - si invita il sindaco Stefano Lo Russo e la sua giunta a «vigilare affinché operazioni di tale portata non producano un impoverimento dell’informazione cittadina e regionale e una perdita di professionalità e pluralismo». A «intervenire nei confronti della proprietà per rappresentare la preoccupazione di questo Consiglio Comunale e di vasti settori sociali ed economici della città per il futuro dei quotidiani del Gruppo Gedi in particolare per quanto riguarda La Stampa». E ad «attivare iniziative per garantire che la possibile cessione del quotidiano La Stampa e degli altri organi di informazione non comporti la perdita di posti di lavoro diretti e dell’indotto». «La nostra preoccupazione – conclude il Pd – è anche e soprattutto per la tutela delle professionalità di tutti i giornalisti e operatori dell’informazione coinvolti».