Ma a Natale non dovevamo essere tutti più buoni? Mancano poche settimane a vigilia e cenoni ma in Italia, a giudicare da scontri, polemiche e scandali dalle metropoli fino ai paesini, lo spirito natalizio quest’anno appare decisamente in ritardo.
Sembra, al contrario, aver lasciato il posto a litigi e contrasti su ogni aspetto che riguarda il Natale: ci si azzuffa su alberi troppo brutti o che non vanno bene, si discute su presepi poco “conformi” alle tradizioni, si litiga persino sul nome di Gesù nei testi o sulle canzoni di Natale per bambini.
In un asilo di Carate Brianza per esempio le maestre volevano proporre un canto natalizio dei bambini - da intonare per gli ospiti di una Rsa - che fosse non religioso in modo da coinvolgere tutti i piccoli indipendentemente dall’origine o il credo delle famiglie. Apriti cielo: tra social, genitori e politici è partita una polemica dalla lunga coda che ha prontamente visto intervenire persino europarlamentari, come la leghista Silvia Sardone, che lo ha descritto come “un tentativo di cancellare le nostre radici cristiane”. Alla fine il sindaco di Carate, provando a smorzare, ha definito la discussione di “basso livello” e ha chiesto a tutti di smettere di strumentalizzare le canzoni di Natale.













