Dalle luci intermittenti sui balconi ai Babbi gonfiabili: ecco perché gli addobbi tristi dei giorni lieti non sono solo il simbolo delle Feste. Ma di come siamo cambiati

di Carlo Antonelli

Non molti hanno notato che – a partire da quella frattura storica clamorosa che è stato il lockdown per epidemia da Coronavirus – alcune lucine natalizie intermittenti o similia, piazzate in modo discreto su certi balconetti o interni di bar, abbiano zitte zitte fatto il giro del calendario, diventando decorazioni perenni. È una delle tante distorsioni percettive che si sono create allora nelle nostre vite, per non andare più via. “Solo tra 50 anni ci capiremo qualcosa, di quel che è successo in questi mesi di merda”, disse ai familiari durante il brindisi del Natale 2021 il più potente avvocato italiano. Aveva ragione. È forse per questo che in alcune delle foto di queste pagine il tempo sembra essersi fermato, ben oltre la classica finestra di “esposizione” che va dall’Immacolata alla Befana. Solo i Babbo Natale tridimensionali attaccati al terrazzo sfuggono a questo nuovo continuum temporale. Sono il contributo più importante alle festività dato dagli empori cinesi che, da almeno 30 anni, hanno monopolizzato il mercato delle decorazioni festive (con una capillarità sul territorio solo successivamente battuta dai commoventi alimentari bengalesi).