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24 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 12:25

Sembrano innocue e piacevoli e fanno tanto atmosfera natalizia. Ma secondo la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), l’invasione di fili luminosi e lampadine durante le feste determina un aumento dei consumi energetici di ben il 30% rispetto al resto dell’anno. “Parliamo di 46.400 MWh di energia (equivalente al consumo di 17.000 famiglie per un anno o di 3-4 fabbriche, ndr) solo tra l’8 e il 6 gennaio”, spiega il presidente Alessandro Miani. Energia che corrisponde a 650 tonnellate di CO2 immesse ogni giorno in atmosfera, tra le 18.000 e le 20.000 per il periodo delle festività. Per dare un’idea, per assorbirle tutte ci vorrebbero 1.000.000 di alberi per un anno intero. Non solo in Italia: le luci di Natale eccedono in tutto il mondo. In particolare, negli Stati Uniti, dove il consumo di elettricità dovuto alle luci natalizie supera quello annuale di Paesi interi, come l’Etiopia, El Salvador, la Tanzania.

A produrre emissioni pro-capite – che per le feste di Natale ammontano a ben 513 kg di CO2 (come un volo aereo di circa 2.000 km) – non sono solo le luci, ma anche regali – soprattutto quelli elettronici – cibo, bevande, viaggi. Sempre secondo Alessandro Miani, “gli spostamenti privati, uniti all’incremento delle attività logistiche connesse al commercio e alla spedizione delle merci, producono un aumento delle emissioni inquinanti fino al 130% rispetto ad altri periodi dell’anno”. Il dato fa riferimento a uno studio di Transport Environment, che ha calcolato l’inquinamento da aumento di camion legato al Natale (“Christmas truck pollution”), in relazione alle categorie merceologiche legate alle feste riferite a un periodo che inizia alcune settimane prima di Natale.