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25 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 9:00
Sui social è partita una moda che sa di contro-tendenza: altro che filtri perfetti e video 4K. A spopolare, in queste settimane, sono le vecchie Vhs digitalizzate, i filmati sgranati degli anni ’80 e ’90, l’albero storto, lo zio che sbaglia inquadratura e i bambini che cantano stonati davanti a Babbo Natale. La Gen Z li guarda come fossero reperti preziosi. E la ragione non è soltanto estetica: è nostalgia. Quella che la scienza oggi definisce non più come malinconia triste, ma come un’emozione complessa e rigenerante, capace di dare continuità tra chi eravamo e chi siamo adesso, rafforzando legami e identità. Proprio mentre tanti parlano di “Christmas Blues” – la tristezza stagionale che durante le feste può portare umore basso, ansia e voglia di isolarsi – questi frammenti imperfetti del passato sembrano fare il lavoro opposto: unire, scaldare, rimettere insieme i pezzi. In altre parole: la nostalgia non ti tira giù, ti rimette in piedi.
“Il successo dei vecchi video è una reazione legata principalmente alla pressione del mondo moderno e alla saturazione da richieste di omologazione e perfezione che scaturiscono dai social – spiega al FattoQuotidiano.it la dottoressa Elisa Caponetti, psicologa clinica e forense, e psicoterapeuta -. Le persone cominciano a ricercare di più l’autenticità, l’antitesi della messa in scena curata, l’errore umano che era parte della vita e che oggi non è in alcun modo consentito.













