Una famiglia ha deciso di sospendere la tradizione dei doni. Ecco come sono le loro festività (spoiler: migliori)

di Giulia Mattioli

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“Non puoi capire che serenità”. In uno stato di grazia che le si legge nell’espressione rilassata, Marta, 42 anni, racconta che da quando con la sua famiglia ha deciso di interrompere la tradizione natalizia dei regali, il 25 dicembre è diventata una vera festa. Una festa fatta di famiglia, di relazioni, di tempo di qualità. Non c’è ansia nei suoi occhi, niente corsa agli acquisti, niente pacchi da imballare, niente budget da rispettare. Solo qualche appunto per il pranzo, una chat di famiglia che pullula di notifiche riguardanti la logistica, gli orari, le esigenze dietetiche. Ma nessuno stress da prestazione per quanto riguarda i doni. “Facciamo eccezione per i miei due nipoti. Hanno 3 e 5 anni, aspettano Babbo Natale, ma tra noi adulti abbiamo deciso di smettere di spendere per regali inutili, sbagliati”.

La decisione è arrivata spontaneamente. “Qualche anno fa, appena dopo le feste, feci dell’ironia sui regali tremendi che mi erano arrivati: canottiere della salute, un frullatore, un’agenda (brutta). Scherzando, dissi ai miei genitori e mia sorella che la nostra famiglia non era particolarmente brava con l’effetto sorpresa”. La madre si risentì un pochino, racconta, ma non poté non dare ragione alla figlia. Iniziarono a riflettere sui soldi spesi, non solo per i loro regali ma per quelli delle zie, dei cugini, dei parenti vari, e si resero conto che, salvo per qualche eccezione, erano stati letteralmente buttati. “Proviamo a non farci regali l’anno prossimo?” si dissero. L’anno successivo mantennero la promessa, lasciando un poco perplessi i membri della famiglia allargata (zii, cugini). Ma l’anno dopo ancora anche loro decisero di unirsi alla nuova tradizione: ora sono al quarto Natale senza regali. “Facciamo un lungo pranzo, giochiamo a carte, guardiamo i classici del Natale in tv, chiacchieriamo. È tornata ad essere una festa”.