TRIESTE - Slow Food si appresta a compiere 40 anni (nell'ormai imminente 2026), e il merito è di tutti quelli che in questo tempo lunghissimo non hanno mai smesso di credere nel progetto, che da utopia si è trasformato in realtà. Fra questi combattenti anche Galdino Zara, veneziano, operaio e attivista, e cuoco ma soprattutto alfiere di un certo modo di intendere l'impegno sociale che passa anche per la buona tavola. Proprio Zara sarà tra gli ospiti a Trieste nell'ambito della settima edizione di "Farmer & Artist" (da oggi al 7 dicembre), che celebra il legame indissolubile tra l'agricoltura di qualità, l'artigianato del gusto e la cultura del cibo. Tra le 50 realtà che vi partecipano, 20 sono presìdi Slow Food e un posto di rilievo è occupato dal Veneto, che spazia dalle vette dolomitiche alla pianura trevigiana, portando un patrimonio di biodiversità e sapienza gastronomica con aziende che incarnano la filosofia Slow Food, quella del cibo Buono, Pulito e Giusto.

Tra le specialità casearie di alta qualità (dal Pecorino Carsolina Istriana al Gailtaler Almkäse, fino allo Storico Ribelle) spicca il Fodom, il formaggio tradizionale a pasta semicotta, prodotto nel cuore delle Dolomiti Unesco dalla Latteria di Livinallongo che lavora il latte vaccino crudo della Bruna Alpina e Pezzata Rossa. La qualità del Fodom è intrinsecamente legata al suo ambiente: il fieno di cui si nutrono le vacche, ricco di essenze montane, conferisce al latte elevati livelli di antiossidanti e vitamine. Questo formaggio, espressione del territorio, è un simbolo della filiera corta e della custodia della biodiversità alpina.