BELÉM (Brasile) – Dopo due settimane di piogge torrenziali, nativi amazzonici che hanno invaso pacificamente le vie di Belém, caldo e umidità tropicali, perfino un incendio con conseguente evacuazione di 50mila persone, sabato sera si è chiusa Cop30. Doveva essere “quella della verità”, secondo il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva. E la verità è che, in questa 30esima Conferenza Onu sui cambiamenti climatici, si è ottenuto un po’ più di quanto si pensasse all’inizio. Ma molto meno di quello che da un certo punto era sembrato alla portata: e cioè una roadmap per l’uscita dai combustibili fossili. Al suo posto un non meglio precisato Global implementation accelerator, “iniziativa cooperativa, facilitatrice e volontaria”. Una sorta di forum, in cui confrontarsi sulle misure adottate e da adottare per tenere il riscaldamento planetario al di sotto degli 1,5 gradi. E aiutare i Paesi che non ce la farebbero da soli.
L’altro risultato, più concreto, riguarda la finanza per l’adattamento ai cambiamenti climatici. L’anno scorso alla Cop29 di Baku “l’Occidente” si era impegnato finanziare i Paesi in via di sviluppo con 300 miliardi di dollari l’anno entro il 2035. Ma il Sud globale aveva chiesto uno sforzo in più, o almeno un riequilibrio dei capitoli di spesa, soprattutto per quanto riguarda, appunto, l’adattamento: interventi che richiedono denaro pubblico, mentre le azioni di mitigazione (come la costruzione di campi fotovoltaici) possono essere un investimento allettante per i privati. Ebbene, la Global Mutirão Decision, il documento “politico” partorito alla Cop30 di Belém, “chiede sforzi per almeno triplicare i finanziamenti per l’adattamento entro il 2035”. Poi ci sono stati risultati e fallimenti collaterali, non sufficienti però a riempire o svuotare del tutto il bicchiere. Che così resta mezzo pieno per alcuni, mezzo vuoto per altri. Tuttavia, le due settimane di Belém sono state l’occasione per vedere all’opera il multilateralismo delle Nazioni Unite, preso a picconate dal presidente statunitense Trump. E hanno avuto molti protagonisti diversi, nel bene e nel male. Eccoli.















