Adue giorni dalla chiusura della Cop30, il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha tenuto una fitta serie di riunioni a Belém con delegazioni dell'Unione europea, della Cina, dell'Indonesia e di diversi Paesi latinoamericani, nel tentativo di avanzare sui principali nodi ancora irrisolti del negoziato climatico.

Il capo dello Stato - arrivato in mattinata nella città amazzonica - ha incontrato per primo il gruppo negoziatore dell'Ue, con cui ha discusso dei punti rimasti aperti nell'agenda della conferenza.

Nel corso della giornata ha poi avuto colloqui bilaterali con ministri e rappresentanti di alcune delle 160 delegazioni impegnate nella ricerca di un consenso sulle decisioni finali del vertice.

Durante gli incontri sono stati esaminati tre temi centrali: gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra, il finanziamento da parte dei Paesi sviluppati ai programmi climatici delle nazioni in via di sviluppo e la definizione di una road map per diminuire gradualmente la dipendenza globale dai combustibili fossili. Questi dossier restano i più delicati del negoziato e richiedono, secondo il governo brasiliano, un ulteriore sforzo politico per arrivare a un testo condiviso entro venerdì.