BELÉM (Brasile) - Oltre 80 Paesi, tra i quasi 200 presenti alla Cop30, si sono schierati per una roadmap che porti all’abbandono dei combustibili fossili. Una “tabella di marcia” auspicata dal presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva fin dai primi giorni di questa 30esima Conferenza Onu sul clima. E che ora trova il sostegno trasversale di nazioni ricche e in via di sviluppo. “La nostra è una alleanza globale tra il Global North e il Global South”, l’ha definita Ed Milliband, ministro britannico per la Sicurezza energetica e il Net zero. Accanto a lui i rappresentanti, tra gli altri, delle Isole Marshall, Germania, Kenya, Sierra Leone.
Ma alle Cop si decide per consenso, occorre essere tutti d’accordo. Ed è per questo che la parola che circola di più in queste ore a Belém è mutirão. Intraducibile in italiano (e presumibilmente in molte altre lingue occidentali), è stata spiegata dal vertice della delegazione brasiliana, che presiede la 30esima Conferenza Onu sui cambiamenti climatici e che del mutirão ha fatto una bandiera. “È uno sforzo collettivo, necessario a raggiungere qualcosa che non si può ottenere se si è uno o due, ma che invece è alla portata di una comunità che lavora insieme”, ha detto Liliam Chagas, Direttrice Clima al ministero degli Esteri di Brasilia.













