Alla presentazione della Guida Michelin Italia 2026 l’entusiasmo per le nuove stelle rischia ogni volta di coprire un dato ostinato: le donne sono sempre poche. Poche firme femminili in cima alle brigate, pochi nomi sul palco, poche giacche bianche da donna tra le stelle. La sottorappresentazione è strutturale e ogni nuova edizione della guida la rimette davanti agli occhi di tutti.
Quando Dominga Cotarella di Intrecci è salita sul palco ad annunciare il primo dei premi speciali, il Michelin Service Award, e ha aperto la busta per leggere il nome del vincitore, ha esclamato stupita e contenta: “Il premio Michelin 2026 per la miglior sala va a una donna!”. Difatti, la prima a salire sul palco per ritirare il premio è Giulia Tavolaro del Maxi a Vico Equense. “Cominciare con una donna mi piace un sacco”, è il commento che sfugge alla presentatrice Giorgia Surina. Stessa sorpresa si legge, subito dopo, nell’espressione del presidente del Consorzio Franciacorta, Emanuele Rabotti, quando apre la busta con il nome del vincitore del premio speciale Michelin Sommelier Award, e commenta sbalordito: “Il vincitore è anche qua una donna”. Si tratta di Ivana Capraro del Castel Fine Dining di Tirolo.















