«Torino è tutto. È la mia casa, la culla del gianduiotto e una città con un’anima elegante ma discreta, proprio come il cioccolato che cerchiamo di fare». Parole di Guido Gobino, icona del cioccolato all’ombra della Mole e nel mondo. «Il clima, le abitudini, la cultura sabauda: tutto qui sembra fatto per esaltare il cioccolato. In nessun altro posto si percepisce lo stesso rispetto per questo prodotto. A Torino i dolci non sono mai troppo dolci. È una pasticceria sobria che gioca su aromi tostati, su consistenze cremose ma equilibrate. Il gianduiotto stesso è un simbolo di misura e finezza. Non invadente ma memorabile». Al mondo della dolcezza è dedicata “Dolce Torino” (in edicola e su repubblicabookshop.it/guide; sarà presto anche in libreria e online su Amazon e Ibs), l’ultima nata delle Guide di Repubblica diretta da Giuseppe Cerasa. Passeggiando per il centro, o per qualsiasi altro quartiere della città, basterà sbirciare tra le vetrine delle pasticcerie o sedersi in uno dei meravigliosi caffè storici per accorgersi che, da queste parti, addentare un dolce non è solo un piacere goloso ma un vero pezzo di identità cittadina. Zona dopo zona, eccellenza dopo eccellenza: una scoperta continua. Ma anche un’esperienza sociale. I caffè storici - dal San Carlo al Baratti & Milano, fino al leggendario Caffè al Bicerin - sono stati e restano luoghi di incontro. Sfogliando “Dolce Torino” si viene catapultati tra le bellezze e le dolci tentazioni di ogni quartiere. Basta leggere quando dichiarato dallo scrittore Giuseppe Culicchia, altro testimonial della Guida, per farsene un’idea: «Torino, in fatto di dolci, è una tentazione continua. Senza andare troppo nello specifico vi posso assicurare che la mia glicemia e il mio colesterolo ne sono la prova certa. A volte mi chiedo: se potessi scegliere il modo più dolce in cui morire dopo avere vissuto tanto dolcemente, come mi comporterei? Voglio dire: preferirei lasciare questa terra addentando una Nuvola di Ghigo o gustando una cucchiaiata presa da un barattolo di crema di Pepino?». Nelle pagine della Guida ecco i protagonisti dell’arte dolciaria e non solo, i dolci simbolo della città della Mole e gli eventi che li celebrano, le ricette dei pasticceri e la lunga carrellata di indirizzi in cui assaggiare tali irrinunciabili tentazioni (dal bicerin ai gianduiotti, dai cri-cri al cioccolato in tutte le sue sfumature). E con le ATP Finals all’orizzonte anche il tennis diventa protagonista con interviste, ritratti dei grandi campioni e approfondimenti. Scrive così il direttore delle Guide di Repubblica Giuseppe Cerasa: “Torino è una delle città più dolci d'Italia. Raffinatezza, gusto, tradizioni si uniscono per portare sulle tavole una galleria infinita di golosità. Che poi esplodono dalle vetrine di caffè e pasticcerie, che segnano il ritmo di una esperienza gastronomica unica, in grado di rivaleggiare e vincere le sfide con i cugini di Oltralpe. Un mondo di bellezze e dolcezze che valgono il viaggio”.
Dolce Torino, la città del cioccolato da amare e sfogliare
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