Cosa accomuna San Valentino, Carnevale e Martedì Grasso? Facile, il cioccolato! Golosi di tutto il mondo unitevi: dopo aver attraversato oltre cinquemila anni di storia, il “cibo degli dei” fa tappa a Torino. Come la casa di Hänsel e Gretel (ma senza strega!), dal 13 al 17 febbraio, piazza Vittorio Veneto diventa un sogno fatto di cacao. E che cacao. L'edizione 2026 di CioccolaTò unisce il meglio della produzione artigianale di cioccolato, un appuntamento per veri “choco lover”.
Buono da mangiare
Cioccolatieri, pasticceri, gelatai, panettieri, produttori di liquori, testimoni di artigianalità e qualità, tra cui i Maestri del gusto di Torino e provincia, e poi ancora produttori piemontesi, nazionali e internazionali, tutti legati dalla stessa passione per il cioccolato e per i suoi derivati. Difficile, dopo il grande successo e i numeri record della scorsa edizione, oltre centomila passaggi in quattro giorni e la presenza di settanta stand e circa cinquanta produttori, prevedere chi sarà quest'anno il “re” di piazza Vittorio Veneto. Sicuramente, uno dei protagonisti più attesi di CioccolaTò 2026, è il Giandujotto di Torino, il cioccolatino (scritto con la j) dall'inconfondibile forma di prisma e l'elegante incarto dorato, che punta al riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta, un simbolo della città, nato a Torino un giorno di Carnevale di oltre cento sessant'anni fa, e ora diffuso e amato ai quattro angoli del mondo. Scartare l'originale, sotto la Mole, vale il viaggio.






