La classica scena delle feste è ribaltata: niente flùte di champagne e coppetta di fragole a fine cena prima di un dolcetto, ma tutto in un morso. Fragole, bollicine e torrone. Un triangolo che strizza l’occhio all’immaginario più sensuale possibile – il brindisi a due, il frutto rosso per eccellenza – incastonato dentro il dolce più tradizionale che ci sia. Il lancio non poteva che essere a Cremona. Tanto esclusivo da non essere nemmeno messo in commercio, almeno per ora. Ma di certo il 'torrone fragole e champagne' di Rivoltini è già protagonista della 28ª edizione della Festa del Torrone, in corso nel centro storico di Cremona fino a domenica 16 novembre. Un torrone “da festa nella festa”, pensato per l’assaggio unico, davanti al Duomo.
Sulla carta suona facile: prendi un buon champagne, aggiungi fragole di qualità, infili tutto nella massa di mandorle e miele, ed è fatta. In laboratorio, racconta Massimo Rivoltini, le cose sono andate molto diversamente. «Gestire lo champagne sembra una cosa semplice, invece non lo è», mette subito in chiaro. «Lo champagne non è un passito, ma uno spumante a gradazione bassa. Il primo problema è creare una riduzione, una specie di marmellata, e renderla stabile: il torrone ha una scadenza di circa 18 mesi, quindi l’acqua libera non ci deve essere per evitare fermentazioni».








