La dolcezza si sparge nell’aria, si respira. E non è un modo di dire, entra davvero nelle narici quando si varca la soglia del laboratorio di Franco Cataruozzolo, a Grottaminarda, il vivace centro irpino in provincia di Avellino. “Sulla, quello che senti è il profumo di miele di sulla – specifica subito l’artigiano del torrone –. Le nostre campagne in stagione si colorano del rosso dei suoi fiori, è la dolcezza della natura. Ma cambia nel corso dei mesi, o miele di sulla o di arancio, sono queste le tipologie che uso”. Ecco, il profumo dolce che pervade l’aria non è solo quello che ci si aspetta in un laboratorio di torroni, è il garbo di un uomo che racconta il lavoro che si è scelto, conquistato, con voce pacata e gesti delicati, sicuri, determinati e mai affettati.

La preparazione dello Spantorrone

“Ah chi me l’ha fatto fare!”, sospira Franco senza nascondere il sorriso sotto i baffi. “Ero giovane, anzi piccolo, e andavo a scuola. Ma qui un tempo era usanza che dovevi andare a imparare un mestiere. Ho fatto di tutto, anche il barbiere e il muratore. Andavo ancora a scuola, la mattina prima di prendere il pullman alle 6 del mattino ero già dallo zio a tirare fuori il torrone. Finivo di fare e scappavo a scuola. Non avevo chissà quale intenzione, lo facevo e intanto la passione mi prendeva”. E quel fuoco passionale, la cui scintilla era divampata in lui, lo ha portato nel 1987 ad aprire il suo laboratorio artigianale dedicato al torrone.