Il clima è teso. Lo si capisce leggendo gli scambi di mail fra colleghi dell’Anm. Sempre più tiepidi con i vertici del sindacato e sempre più divisi fra loro. Perché stavolta la posta in gioco è troppo alta e la frattura insuperabile. Tanto che, dopo le liste di proscrizione per dividere i buoni da quei cattivi che nei mesi scorsi si sono rifiutati di obbedire ai diktat dei «democratici» su scioperi e iniziative antigovernative dell’associazione, ormai le toghe rosse hanno gettato la maschera, dando vita, con l'investimento di centinaia di migliaia di euro degli iscritti, al Comitato per il referendum contro la riforma della giustizia.