L’Associazione Nazionale Magistrati è in piena campagna elettorale. E, questa volta, non si parla delle correnti interne alle toghe: tutti schierati contro la riforma della Giustizia voluta dal ministro Carlo Nordio.

Ieri, si è tenuta l’assemblea generale dell’Anm a Roma in cui i magistrati hanno serrato i ranghi in vista dell’appuntamento referendario della prossima primavera. La riforma della Giustizia infatti, arrivata ormai all’ultima lettura in Aula, affinché venga approvata dovrà superare il giudizio popolare. Un passaggio obbligato poiché in Parlamento il centrodestra non possiede la maggioranza dei due terzi per ratificare il cambio della Costituzione.

RANUCCI DOPO L'ATTENTATO DIVENTA IDOLO DELLE TOGHE

«Io non voglio che ritirino le querele contro di me, io voglio vincere sul campo, non per assenza di giocatori. Pe...

«L’Assemblea riafferma che dire no alla riforma significa difendere la Costituzione, l’equilibrio tra i poteri e la libertà di tutti. E' giusto dire no», è la posizione emersa al termine del confronto interno. La presa di posizione è netta e totale contro la riforma, addirittura accusata di mettere a rischio l’uguaglianza delle persone davanti alla legge: «L’Associazione Nazionale Magistrati non può restare inerte di fronte a una riforma che altera l’assetto dei poteri disegnato dai Costituenti e mette in pericolo la piena realizzazione del principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge».