Il referendum sulla giustizia si avvicina e il dibattito si accende. La giudice Natalia Ceccarelli, toga alla Corte d’appello di Napoli e componente del direttivo dell’Associazione nazionale magistrati, smonta la versione ufficiale e accende la miccia dentro la magistratura: “Altro che organismo indipendente. Ma quale organo autonomo. Il Comitato per il No è un’articolazione dell’Anm”.
Il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Cesare Parodi, aveva replicato alle richieste di chiarimento del ministro della Giustizia Carlo Nordio – tramite la capa di gabinetto Giusi Bartolozzi – sostenendo che il Comitato “è soggetto, anche giuridico, assolutamente autonomo”. Ma per Ceccarelli la realtà è un’altra: “Nello statuto del Comitato è scritto chiaramente che esso dà esecuzione alle direttive impartite dal Comitato direttivo centrale (Cdc) dell’Anm. C’è quindi un vincolo funzionale”.
REFERENDUM GIUSTIZIA, LUCA PALAMARA SI SCHIERA CON CARLO NORDIO: "LE CORRENTI SONO IL MALE"
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Non solo. Capitolo soldi. “La sua base economica (…) è in origine rappresentata da ben 500mila euro stanziati dall’Anm, ai quali se ne sono poi aggiunti altri 300mila sempre dall’Anm”. Totale: un fiume di denaro dell’associazione per la battaglia referendaria. Altro che struttura spontanea.







