Grosse sorprese nel cuore dell'Associazione nazionale magistrati: c'è chi non è contrario alla riforma della giustizia e alla separazione delle carriere. E non è uno qualunque. "Al referendum voto Sì", annuncia dalle pagine del Foglio Andrea Reale, giudice e membro del direttivo Anm Roma. Un big, insomma, che si sottrae alla narrazione monocolore imposta dal presidente Cesare Parodi. E lo fa con parole chiare, nette e una argomentazione che deluderà parecchie cosiddette "toghe rosse".
"La scelta - spiega - è frutto di una lunga riflessione, perché su alcuni aspetti della riforma costituzionale avevo dei forti dubbi. Ma il confronto con autorevoli giuristi, avvocati e colleghi mi ha convinto del fatto che nel testo della riforma vengono preservate tutte le prerogative di autonomia e indipendenza della magistratura oggi esistenti".
REFERENDUM, SU COSA TACE L'ANM DAL 2017: TOGHE ROSSE, VIA LA MASCHERA
La Riforma della giustizia procede al galoppo verso il weekend del voto, il prossimo 21 e 22 marzo. Con l’annosa q...
Reale è giudice della Corte d’appello di Catania ed è il secondo componente del direttivo dell’Anm, dopo la giudice Natalia Ceccarelli, a schierarsi per il Sì. "Nella mia carriera ho svolto anche le funzioni di giudice delle indagini preliminari e mi sento di escludere che, fino a oggi e nell’attuale assetto, i gip abbiano mai sottoposto una persona indagata a una misura cautelare soltanto perché il pm era loro amico o collega. Questa è una bufala e va spiegata ai cittadini. Ciò detto, la separazione delle carriere rappresenta la conseguenza inevitabile della riforma del processo in senso accusatorio e consente di dare piena attuazione all’articolo 111 della Costituzione sul giusto processo". Insomma, il suo "Sì" è ponderato, non ideologico.







